Rione Pentimi

L’arredo è di un minimalismo elegante ed essenziale come la vita contadina che vi abitava,

fatta di grandi sacrifici, duro lavoro, serenità.

La volontà è quella di esaltare questi monumenti portandoli allo scoperto così come sono, veri, autentici,

affinché il mondo conosca il vero dna, un po’ smarrito, di Alberobello”
– Alessandro Paiano – Alberobello

L’evoluzione è affascinante; si andava tutti a lavorare la terra, e questa era l’unica vera amara certezza; al rientro a casa, nell’attesa della cena, si riparavano attrezzi per sè stessi e per gli altri; nasce così l’hobby delle riparazioni, che mette in risalto le abilità dell’uomo di fronte alle necessità. “mest Vtuccj il cestaio” realizzava e riparava sedie, cesti, sporti per far seccare i fichi e cappelli in paglia, fatti con i fasci secchi di legna fatta seccare durante l’estate;

“mest Franghin il calzolaio” riparava o realizzava scarpe, cinture e cuoio; “mest Pierin il falegname” chiaramente indaffaratissimo con le riparazioni del legno, unico vero elemento esistente insieme al ferro e alla pietra. Tutte queste e tante altre figure sono nate per necessità e passatempo nelle stesse abitazioni a trulli nel Rione Pentimi

Il rione, soprattutto in passato, era il luogo in cui diverse origini ed estrazioni culturali si fondevano. Abitazioni, botteghe, artigiani, animavano quei luoghi: odori, suoni, sapori, colori e linguaggi tutti concentrati in piccoli vicoli che conservano ancora oggi il gusto di una volta.

Siamo appena nel 1700 ed è in questo periodo che si colloca la filosofia di RIONE PENTIMI. Successivamente, i figli di quei contadini, già abituati al lavoro nei campi, osservano i propri genitori e iniziano così a preferire quel lavoro manuale “fatto in casa” più leggero e meno faticoso del lavoro nei campi. Inizia un primo lieve abbandono delle campagne, in virtù di guadagni più facili dell’artigianato rispetto alla agricoltura. Nascono così i primi fabbri, stagnini, falegnami, sarti. Il secondo tempo di questo periodo è quello che vede protagonista l’artigianato che poi vedremo impoverirsi di fronte alla industrializzazione dei tempi moderni.

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